John
e Jane Smith sono sposati da cinque anni, forse sei e non ricordano
l'ultima volta che hanno fatto l'amore. Lei adora le tende verdi,
lui le detesta, lui adora accompagnarsi ai vicini, lei li rifugge
con diplomazia. I coniugi Smith sono in crisi, non si sopportano ma
come ogni coppia sposata convivono garbatamente. Dentro
un'inquadratura frontale, gli Smith confessano al loro analista e ai
loro spettatori le reciproche ostilità. Le omissioni riguardano
invece il loro lavoro: John e Jane sono due efficientissimi killer
assoldati da due agenzie rivali. Un giorno durante una missione,
complice lo stesso bersaglio, i due coniugi finiscono per
identificarsi. Saltate le coperture gli Smith si rivelano l'uno
all'altro per quello che sono: due sicari uniti in matrimonio. Le
rispettive organizzazioni gli ordinano allora di eliminarsi a
vicenda, ma il conflitto domestico a colpi di pistola rinnoverà il
desiderio soppiantando l'indifferenza.
Belli, bellissimi, da togliere il fiato Mr. Pitt e
Mrs. Jolie. La coppia glamour del momento si ama, si spara e poi di
nuovo si ama in una commedia romantica calata in un film d'azione.
Un film dove i tempi dell'action movie (i confronti armati, le
esplosioni, gli inseguimenti in auto) sono scanditi da intervalli
"drammatici" in cui la coppia si scontra e si confronta senza
lacrime, come vorrebbe il genere, o canzoni, come vorrebbe il
musical ma pestandosi fino ad amarsi. Ma più di questo la pellicola
in questione è una cerimonia, studiata e confezionata, di seduzione.
La fotogenia spiccata, a voler essere moderati, di Brad e Angelina
raddoppia la vertigine dello spettatore da una parte e dall'altra
del cielo. Eppure tutta questa bellezza esaltata dai costumi e dagli
accessori, caricata dai gioielli e dal trucco alla lunga finisce per
risultare stucchevole. Centoventidue minuti di splendore estetico
esasperato, iperbolico, hollywoodiano che fanno rimpiangere i
centotrentaquattro passati con Orlando Bloom e Kirsten Dunst ad
Elizabethtown.
Due attori meno prestanti, forse, meno famosi,
certamente, ma capaci di lasciare un segno sul film e sul cuore
dello spettatore, non più e non soltanto soggetto desiderante.